Dopo una breve assenza – computer che aveva voglia di riposare e ha pensato bene di bloccarsi -torno on line per commentare una notizia freschissima, che si inserisce quale anello perfetto di una catena di riflessioni che da tempo sto portando avanti.
“Campania piena di negozianti pirata. Lo afferma Microsoft che ha condotto una serie di verifiche. A suo dire i tassi più elevati di attività illegali sono nei negozi di Avellino”.
Ormai da tempo la Microsoft manda i suoi “mistery stopper” in giro per i negozi di computer d’Italia. Si tratta di agenti dell’azienda di Redmond che chiedono ad i negozianti preventivi per l’acquisto di un Pc prendendo informazioni sul software che verrà installato.
A quanto pare Bill Gates si è messo le mani nei capelli quando ha saputo che in Campania un rivenditore su due abusa dei suoi programmi, installando copie pirata.
Credo che l’informazione sia ottimistica perché svolta solo nelle città capoluogo.
Basterebbe recarsi in qualunque negozio di provincia di Napoli per constatare che nel 90% dei casi il preventivo di un PC non prevede l’installazione di Windows o di Office, che vengono caricati da copie illegali e quindi a costo zero.
Ormai tutti si sono abituati. Ma ciò, ovviamente non rende la cosa giusta o emulabile.
Però mi viene da fare una considerazione.
Supponiamo che il sig. Rossi abbia bisogno di un Pc per se e per i figli. Connessione ad Internet, videoscrittura, un foglio di calcolo per tenere i conti sotto controllo, ecc.
Entra in un negozio per acquistare un Pc e nel preventivo compare Microsoft Windows XP Home OEM a 90 euro, più 155 euro per Microsoft MS Office Standard 2003 in italiano nella versione “Education” (in pratica la Licenza Studente e Docente 2003 di Microsoft Office Standard riservata esclusivamente a studenti, insegnanti e famiglie con figli studenti. La licenza permette l’utilizzo e l’installazione del software a casa e/o a scuola ma non in ambienti lavorativi).
Sono quasi 255 euro di software.
Il nostro Rossi inizia una sorta di pellegrinaggio tra i vari negozi della sua zona per capire chi glielo vende a meno. Due sono i possibili quadri: il mercato è come quello attuale ed allora trova chi gli installa una copia pirata di entrambi i software a costo zero e li compra il Pc.
Il mercato è quello che Microsoft agogna: tutti i negozi vendono software originale.
Il sig. Rossi ovunque vada troverà nell’offerta quei 255 fatidici.
E qui potrebbe scattare un altro scenario.
Il consumatore vuole il miglior prodotto possibile al prezzo più basso possibile e di fronte ad un esborso di 255 euro chiede soluzione alternative. Se io fossi il negoziante cui vengono chieste queste soluzioni alternative proporrei quale software per scrivere, avere un foglio di calcolo, fare presentazioni, creare pagine web OpenOffice.
Il prezzo?
Zero euro. È un software open source che per l’utente medio fa tutto quello che in grado di fare word o excel della Microsoft.
Quale sistema operativo proporrei la distribuzione Mandrake di Linux. Costo? Zero euro.
Tra i 255 euro della soluzione Microsoft e il costo zero della soluzione freeware, cosa sceglierà il sig. Rossi?
Ma questo conviene alla Microsoft?